Soffoco qui e soffoco lì...
Quelle sacre 10 ore in media di treno mi servono per riprendere fiato...
Devo trovare la mia dimensione ma devo fare presto: l'aria è satura...
Soffoco qui e soffoco lì...
Quelle sacre 10 ore in media di treno mi servono per riprendere fiato...
Devo trovare la mia dimensione ma devo fare presto: l'aria è satura...
Ho un vitale bisogno di un posto solo per noi due...
Un posto che sia a nostra immagine e somiglianza,
una casetta con un giardinetto o un grande balcone o un terrazzo per la mia gatta...
Un ambiente che abbia l'odore della nostra vita,
il calore dei nostri sguardi liberi di cercarsi e incontrarsi senza ostacoli, senza confini...
Girare per casa seminuda, oggi digiuno, non ho fame, oggi non ho voglia di parlare, ascoltare, rispondere; oggi non ho pazienza, tolleranza, forza per simulare dolci sorrisi forzati: oggi vorrei esplodere di rabbia, gridare e picchiare...
Domani sarò libera di essere me stessa, fedele a me stessa, ai miei desideri e ai miei principi...
A presto Giadina bella, ti aspetto altrove, appena so dove te lo dico così puoi ricominciare a vivere serena nella prospettiva di una nuova speranza...
Rientro a casa...
Inizio a sentire l'odore di casa... Vedo il mio paesaggio, sento l'aria che cambia ad ogni chilometro che percorro in questo treno infinito, vedo le facce della mia gente, ascolto il dialetto della mia terra ... "Mi fai la pasta alla carbonara?", chiede un ragazzo alla mamma per telefono per la cena del rientro dallo splendido sud...Per quanto la cucina della "mia" Sicilia sia deliziosa, la cucina di casa, quella di mia mamma, prima ancora di riempirmi lo stomaco mi riempie il cuore... In treno mi veniva da piangere... Come al solito mi sento scissa in due... Avrei voluto trascinare qui con me anche lui, ma non è stato possibile... (con le elezioni di mezzo e con lui presidente di seggio nella sua sezione...) Ma questa volta forse rientrare sola non è stato un male... Forse ho bisogno di reimmergermi da sola nel mio mondo, di ricongiungermi con quella che ero una volta senza i segni esteriori di quella che sono diventata...Sono la figlia di mia mamma che ancora vive a casa con lei, con tutto il mio mondo racchiuso nella mia cameretta a mia immagine e somiglianza... Chissà se ancora c'è dentro il mio odore dopo tutto questo tempo mi chiedo... La mia gatta che forse non sa più chi sono... Devo riappropriarmi del mio territorio, lo marcherò con una specie di rituale primitivo lasciandovi una traccia indelebile, ma soprtattutto cercherò di imprimere esso dentro di me, senza che al mio prossimo ritorno, dopo un ennesimo lungo distacco, lo sentirò di nuovo estraneo, né io mi sentirò di nuovo estranea, quasi un'ospite in casa mia... Forse ora la mia casa è altrove... Ma ecco la stazione Termini... Solo un altro treno, solo un'altra ora e mi ricongungerò con la parte scissa dell mia anima...

A volte mi capita di pensare che la distanza prolungata nel tempo potrebbe uccidere i legami, allentare le amicizie... Spesso penso che non cercare spesso una persona quando questa è lontana possa deteriorare e pian piano cancellare ciò che ci lega a lei... Ma per me non è così: se una persona mi è entrata nel cuore, lì rimarrà per sempre e non c'è distanza, non c'è silenzio, non c'è assenza che possa cambiare ciò che provo... Io porto nel cuore ogni istante vissuto con lei, ne ricordo sguardi, sorrisi, parole che serbo con amore nel mio cuore... Per me la distanza è solo un ostacolo fisico, che non impedisce ai miei pensieri e ai miei sentimenti di esistere, né a quelli altrui di essere percepiti e accolti.
Ieri sera su Rai 1 hanno trasmesso Pretty Woman... Era da secoli che non beccavo questo film in TV... Ricordo ancora la prima e forse unica volta che l'ho visto per intero... È stato al cinema, tantissimi anni fa... Era il 1990, io avevo 10 anni e due amiche di mia madre con le figlie di un paio d'anni più piccole di me avevano voglia di vedere questo film di cui tanto si parlava, con l'affascinante Richard Gere e la giovanissima e bellissima Julia Roberts... E così siamo partite con due macchine e siamo arrivate al cinema... I bambini fino a 9 anni avevano diritto allo sconto del biglietto... Valentina, una delle donne che ci accompagnavano, dato che io sembravo più piccola della mia età, ha detto che avevo 9 anni e così ho avuto anche io lo sconto... La sala era piena zeppa di gente e noi ci siamo sedute tra le prime file... Ricordo che ad ogni scena un po' più spinta le due donne ci coprivano gli occhi ridendo e dicendo che forse non era stata una buona idea portare anche noi a vedere un film del genere... Ma era un film così contenuto e divertente, dai toni fiabeschi e con una protagonista bella e sognatrice, una ragazza comune se non fosse per quella piccola parola che la definisce e che forse non viene mai pronunciata, e il cui significato noi bambini ancora ignoravamo: prostituta... E le scene più "piccanti" poi, vedono loro due nella vasca da bagno o sul pianoforte o nel letto, sempre avvolti da una dolcezza sensuale e pacata... Forse non era un film adatto a bambini di 10 anni, ma io, che sono riuscita a schivare le mani sugli occhi, ho visto ogni scena e non ricordo di essere rimasta colpita o sconvolta, ma solo di essere rimasta affascinata dalla sensazione di affacciarmi per un attimo nel mondo degli adulti, di cui qualche anno più tardi sapevo che avrei fatto anche io parte...
Ma perché per me le parole hanno un peso e dò così tanta importanza al loro valore a al loro significato? Perché per me comunicare è così fondamentale e non tollero quando per qualsiasi motivo ci si esprime in modo da non rendere comprensibile ciò che si vuole dire o da farlo fraintendere? E non sono pignola, non sono maestrina, non sono così esageratamente attaccata ai puntini sulle "i"... Credo solo di non trovarmi nella mente degli altri, quindi se questi non mi parlano con la chiarezza sufficiente da far sì che l'intuito possa fare il resto, io non comprendo e posso anche arrabbiarmi, sia perché capisco altro, sia perché non capisco affatto!!

